I genitori, i parenti... tutti gli avi sono immagini che ci abitano. È la relazione che noi viviamo con queste immagini che ci allontana o ci avvicina alla nostra vera natura.

Attraverso la scoperta e l'osservazione del proprio genogramma possiamo vedere quali relazioni viviamo internamente come sofferenza: le prendiamo, le mettiamo in scena e assieme le trasvalutiamo. Da un significato di sofferenza lo trasformiamo in una relazione d'amore.

Ciò che viene proposto dunque è la rilettura della propria programmazione inconscia facendo ricorso ad una psicologia immaginale basata sul “fare anima senza fare diagnosi” (James Hillman). La nostra anima si esprime attraverso le immagini, perciò la conoscenza delle “immagini” che abitiamo è fondamentale per la nostra realizzazione. Il disagio, il sintomo sono segnali che la vita ci dà per "aiutarci" a comprendere in cosa ci allontaniamo dalla nostra auto realizzazione. Riscoprire il significato del nostro dolore o di un nostro problema, significa renderlo "sacro", rispettarlo e onorarlo, per permetterci di scoprire verità di noi stessi alle quali non avremmo mai avuto accesso. Il nostro compito è attraversare la sofferenza per arrivare alla comprensione e all'amore.

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(http://aiscon.org/consulenti-in-psicogenealogia-e-costellazioni-familiari-ad-approccio-immaginale/)

 

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